Camomilla romana
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La camomilla romana appartiene a un genere completamente diverso da quello del paternio, chiamato anche camomilla bastarda; è una specie perenne e i suoi fusti ascendenti ( cioè all'inizio striscianti, poi eretti ), piuttosto flessibili, portano capolini terminali solitari bianchi, molto profumati. Di questa pianta non si conosce l'origine; non è ricordata ne' dagli autori botanici dell’antichità nè da quelli del Medioevo. Nel XVI secolo fu segnalata a Londra come erba infestante. In Italia, la camomilla romana non si trova allo stato spontaneo che raramente, perché' sfuggita alle coltivazioni e quindi naturalizzatasi. Infatti è intensamente coltivata per scopi terapeutici. La raccolta della camomilla romana deve essere fatta in giornate asciutte, all'inizio dell'estate, cogliendo via via i capolini meglio fioriti; l'essiccamento deve essere rapido, in luogo aerato e all'ombra, per evitare che la pianta annerisca e che ci sia, di conseguenza, la perdita delle proprietà stimolanti. |
Nome latino e dialettale: |
Anthemis nobilis. Ante'mida - Camumidda nobili - Cammella romana - Erba pomaria - Calumidda - Appiolina. |
Costituenti: |
Olio essenziale, colina, inositolo, ferro, acidi grassi, uno sterolo. |
antispasmodico, digestivo, emmenagogo, febbrifugo, vulnerario, e, in forti dosi, emetico. |